Dal 24 al 29 novembre, la Scuola Superiore Saffi-Alberti di Forlì ha ospitato la mostra “UBUNTU:
unici, uguali e diversi”
Si è trattato di un percorso educativo e formativo pensato per accompagnare studenti e studentesse a riflettere sui temi dell’intercultura, della discriminazione e della fraternità universale.
La mostra si è sviluppata come un vero e proprio viaggio tra parole, immagini e storie, capace di mettere in dialogo esperienze lontane e vicine, culture diverse e valori profondamente umani, condivisi in ogni parte del mondo.
Il percorso ha preso avvio dalle parole di un canto, utilizzate come stimolo per interrogarsi sull’identità personale e collettiva, per poi approfondire alcuni diritti fondamentali, mettendo in luce come la loro negazione sia spesso all’origine di esclusione e disuguaglianza. Accanto a questo, sono state presentate storie vere di discriminazione, tratte dalla vita quotidiana, che hanno aiutato i ragazzi a riconoscere quanto il razzismo e i pregiudizi siano ancora presenti, spesso in forme sottili e normalizzate.
Un elemento centrale della mostra è stato l’incontro con la filosofia Ubuntu, una visione dell’essere umano che afferma: “Io sono perché noi siamo”.
Ubuntu apre alla consapevolezza che l’identità di ciascuno si costruisce nella relazione con gli altri, valorizzando l’appartenenza alla comunità, la solidarietà, la cura reciproca e la responsabilità condivisa.
Una docente della scuola ha condiviso così l’esperienza fatta:
«I ragazzi sono rimasti molto colpiti da alcuni esempi concreti di razzismo vissuto nella quotidianità e dai detti di vari Paesi proposti alla fine della mostra, che mostrano come, pur nelle differenze, possiamo riconoscerci fratelli. La storia dell’antropologo e dei bambini mi ha dato l’occasione di lavorare in classe su un altro modo di pensare, da un punto di vista diverso rispetto alla nostra cultura. È stata una riflessione importante, che continuerà ad accompagnarci.»
La mostra UBUNTU: unici, uguali e diversi si è rivelata un’occasione preziosa per educare allo sguardo critico, all’empatia e al dialogo interculturale, aiutando i giovani a riconoscere che le differenze non sono un ostacolo, ma una ricchezza, e che la fraternità universale non è un’utopia, ma una responsabilità concreta che inizia dai gesti quotidiani.
Il progetto è stato promosso dal CMD Forlì-Bertinoro e dall’Ufficio Migrantes di Forlì, con il finanziamento della Fondazione Migrantes e la collaborazione degli amici del Comitato di Gemellaggio e Cooperazione fra i Popoli e l’aiuto di Zakkaria, ospite della casa di Vedrana.

