La Parrocchia Sainte Monique

La Parrocchia Sainte Monique

Nell’ottobre 2018, qualche mese dopo l’arrivo dei missionari nella periferia sud ovest di Ouagadougou, l’arcivescovo Card. Philippe Ouedraogo ha costituito la parrocchia di Sante Monique affidandola alla nostra comunità. La gente ha accolto i missionari con grande affetto e come una benedizione di Dio.

 

Si stima che la popolazione sia di circa 75.000 persone. È una zona in cui l’urbanizzazione è recente e avanza velocemente. In tanti quartieri mancano quindi i servizi essenziali e sono privi di corrente elettrica e della rete idrica. Dove prima c’era solo campagna rapidamente sorgono nuovi insediamenti, con abitazioni molto modeste. I cristiani sono circa il 20% della popolazione.

Il territorio è diviso in tre zone pastorali, ognuna con la propria cappella: Sondogo (quartiere dove sorge la chiesa centrale), Wapassi e Boassa.

Queste chiese sono largamente insufficienti per accogliere tutte le persone che vengono la domenica per partecipare alla celebrazione eucaristica. La gente segue la s. messa all’esterno, sopportando il solee e la pioggia.

Essendo una realtà nascente le strutture parrocchiali sono inesistenti. La catechesi dei bambini in preparazione ai sacramenti si svolge sotto i pochi alberi presenti o sotto qualche tettoia in lamiera. In media ogni gruppo conta 100/150 partecipanti.

Numerose sono le sfide a cui dobbiamo far fronte in un contesto segnato da grande povertà e da gravi problemi sociali. Da subito, poi, occorre imparare la lingua locale, il Moore, essenziale per comunicare con le numerose persone che non parlano francese.

Nella nostra parrocchia hanno un ruolo centrale le “comunità cristiane di base”, attualmente sono 25 e permettono alle persone che vivono nello stesso quartiere di ritrovarsi settimanalmente. Si costruiscono rapporti di fraternità, si cresce nella fede, ci si forma, si condivide la Parola di Dio, si prega, ci si aiuta. In sintesi, si cammina insieme e di diventa comunità di fede e d’amore.

Favorendo notevolmente la coesione sociale e una cittadinanza attiva, queste comunità di base sono un punto di riferimento anche per chi non è cristiano e abita nel territorio, sono la presenza viva ed efficace della Chiesa nei quartieri. Con grandi sacrifici la gente costruisce delle cappelle per avere un luogo dove ritrovarsi nella prossimità della propria abitazione. Nel video che segue, la Comunità Ecclesiala di Base “Saint Luc” danza in prossimità della loro cappella in costruzione.

P. Paolo Motta, missionario a Ouagadougou, racconta:

“Il popolo burkinabé ha una grande vivacità spirituale. Un grande aiuto nella formazione cristiana viene dai gruppi e movimenti presenti sul territorio, ciascuno con la propria spiritualità e una missione particolare. Con la nostra presenza tentiamo di favorire il cammino di ogni realtà presente nella nostra missione e di fortificare la spinta missionaria universale. Ci sono tanti laici impegnati che mettono a disposizione del regno di Dio tutte le loro capacità e talenti”.

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