Le opere sociali

Le opere sociali

La nostra comunità sin dagli inizi della sua presenza a Maputo ha dato importanza all’azione nel campo sociale. In un contesto segnato dalle grandi problematiche comuni a tante aree periferiche delle grandi città del sud del mondo, lavoriamo a servizio delle fasce più deboli della popolazione del territorio, con un’attenzione particolare ai bambini e agli adolescenti. Crediamo nell’importanza della formazione ai valori e della prevenzione dei rischi sociali. Puntiamo a coinvolgere la popolazione per renderla protagonista della crescita delle comunità in cui abitano. I nostri programmi si prefiggono di mettere al centro le persone, valorizzarne i talenti, dare opportunità di sviluppo e un ruolo attivo nella costruzione di una società più giusta e fraterna.

Attualmente sono attivi diversi progetti:

Centro per l’infanzia “L’albero della vita”

Ogni giorno all’ingresso del centro per l’infanzia “l’albero della vita”, i bambini vengono accolti da un cartello, con la scritta colorata, “você é especial”: “tu sei speciale”.

Sono i bambini la fascia più debole e più colpita dalla povertà nella missione a Maputo. Per far fronte all’elevato tasso di malnutrizione, alla carenza del sistema scolastico pubblico e alle situazioni preoccupanti di disagio familiare (abbandoni, violenza, alcolismo, droga), la Comunità Missionaria di Villaregia ha deciso di intervenire con dei progetti mirati a sostegno dei più piccoli.

È nato così il Centro per l’infanzia “L’Albero della Vita”, che fornisce ai bambini i corsi scolastici quotidiani, una alimentazione sana e nutriente, l’accompagnamento medico e quello dell’assistente sociale. Grazie alla realizzazione di tre centri nutrizionali, delle aule scolastiche e all’avvio di corsi di portoghese e matematica, ogni anno 250 bambini sono accolti in un ambiente che garantisce loro una crescita equilibrata e tanto affetto.

Alcina ha 26 anni e con tanti sacrifici è riuscita a conseguire il titolo di studio che le permette di lavorare come educatrice nel Centro per l’infanzia della missione dal 2012.

Sono molto felice di lavorare qui . Questo progetto è un grande aiuto per i bambini, ma anche per me. Grazie al lavoro che svolgo qui, posso contribuire con le spese di casa e ho concluso il mio corso universitario . Spesso incontro per strada i genitori dei bambini che seguono i corsi da noi  e ci ringraziamo per quello che facciamo, per la possibilità che il progetto offre ai loro figli di imparare a leggere e scrivere, in vista di un futuro migliore”.

Empowerment delle donne

Figura centrale in casa, le donne rappresentano il volto della speranza per il Mozambico, si contraddistinguono per una tenacia e una forza invidiabili. La nostra Comunità ha voluto dare un posto di rilievo nella sua attività di promozione umana proprio alla donna, prevedendo diversi progetti, tra cui l’alfabetizzazione, per insegnare a leggere e a scrivere a quelle donne che hanno bisogno di inserirsi nel mondo lavorativo e nella società; la produzione e lavorazione della moringa; gli orti comunitari e il progetto gestanti, per aiutare le mamme a vivere il periodo della gravidanza, l’allattamento e i primi mesi di vita di un figlio nel migliore dei modi.

 

Alfabetizzazione per donne

Flora è una delle 180 donne che negli ultimi due anni si è iscritta ai corsi di alfabetizzazione. I capelli raccolti sulle spalle, un abito fuxia con la immancabile capulana a coprire la gonna. Insieme a lei anche il figlio Victor, di 10 anni, che frequenta il Centro per l’infanzia della missione.

Da bambina non ho avuto la possibilità di andare a scuola ora frequento il corso di alfabetizzazione e sto imparando tante cose: il portoghese, la matematica, a fare i conti. È molto importante per me. Spero che il progetto continui e non si fermi qui. È importante aiutare altre mamme, altri genitori che non sanno nemmeno leggere e scrivere e che non possono fare niente”.

Paolina, 37 anni, è educatrice e assistente sociale. Ha iniziato a lavorare nel progetto alfabetizzazione prima come volontaria e poi stipendiata.

La mia vita si è totalmente trasformata – racconta – grazie a questo progetto le mie conoscenze sono aumentate e ho imparato a stare sia con i bambini che con gli adulti. Grazie allo stipendio ho potuto terminare i lavori della casa e gli studi”.

La farmacia naturale

Nel quartiere San Teodosio, nella parte nord della missione, è stata inaugurata la farmacia naturale, iniziativa che valorizza la conoscenza tradizionale delle proprietà curative delle piante. È qui che viene lavorata la moringa, una pianta ricca di proteine, ferro e vitamine, utilizzata sia per le sue proprietà curative che nutrizionali.

Tre donne pestano le foglie con energia, dando il ritmo alle altre volontarie. Le foglie diventano poi polvere distribuita in sacchetti. Nella farmacia si trovano anche le creme per le ferite e le bruciature, l’aloe, lo sciroppo per la tosse, l’olio di zenzero e vari preparati, tra i quali quelli per la pressione e per i problemi intestinali.

Gli orti comunitari

Un cartello in lingua ronga “mamana wa wutomi”, (madre della vita), campeggia all’ingresso dei 3 orti comunitari. Verdure e ortaggi crescono per sostenere l’alimentazione dei bambini della missione.

Quando siamo arrivati a Boquisso, uno dei quartieri più a nord della nostra missione, c’era solo erba, qualche casa sparsa, nemmeno la strada in sabbia” – ripete Annamaria Teobaldi, la missionaria che gestisce l’attività degli orti comunitari.

Negli orti vengono coltivati insalata, carote, pomodori, barbabietole, bietola, fragole e cove (un ortaggio locale ricco di ferro). Verdure che vengono utilizzate nei centri nutrizionali frequentati giornalmente dai bambini.

Gli orti comunitari hanno anche l’obiettivo di trasmettere alle donne del quartiere un’istruzione sulla coltivazione biologica e sulle tecniche per rendere produttiva la terra sabbiosa locale con un uso esiguo di acqua, bene che qui scarseggia durante diversi mesi dell’anno.

Grazie a questa formazione, le partecipanti possono creare anche accanto alla propria casa un orto per la famiglia, con benefici significativi per l’alimentazione di tutti i componenti. Sono più di 20 quelli già avviati negli ultimi due anni.

Progetto Sport

La sabbia entra ed esce dalle scarpe di Alexandre, 8 anni, mentre corre senza mai fermarsi nel campo da calcio in terra rossa; Vinu è in porta, tra i pali costruiti con due pezzi di legno. Leonel indossa la maglia di Messi, mentre Genito si è scritto con la penna, dietro alla canottiera di un bianco sbiadito, Ronaldo e il numero 7.

Sono 70 i bambini e ragazzi, dai 6 ai 17 anni, che il sabato pomeriggio si ritrovano per giocare a pallone nel cortile del centro missionario di Cumbeza. È il progetto calcio promosso dai missionari per offrire una occasione di gioco ai bambini della missione, togliendoli dalla strada.

Vorrei diventare un giocatore professionista – dice Genito, 13 anni, attaccante – sono qui per giocare insieme ai miei amici e per realizzare il mio sogno. Il mio giocatore preferito? Bale”.

Vogliamo offrire l’opportunità a questi bambini di divertirsi e stare insieme – dice Bernardo, missionario mozambicano che con gli allenatori Geraldes e Elio segue il progetto – ma diamo loro anche una formazione umana, con incontri in cui parliamo di vari temi come l’importanza della scuola, la convivenza, l’amicizia, i valori. I bambini sono contenti di venire al centro, hanno modo di incontrare altri amici. Partecipiamo ad alcuni tornei, opportunità anche per scoprire nuovi talenti”.

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