XXX Domenica del tempo ordinario

Commento al Vangelo di domenica 26 ottobre 2025, a cura della Comunità Missionaria di Lonato del Garda  Lc 18,9-14

Artigiani di speranza

Ho visto le immagini dei 12mila bambini che in Congo lavorano nelle miniere di rame e coltan, la cui contaminazione accorcia la vita. Ho ascoltato una mia sorella della Costa d’Avorio, preoccupata e sofferente per la vita di un giovanissimo parente, rapito e ritrovato morto, privato di alcuni organi. Ho visto mamme piangere perché non avevano nulla da mettere nel piatto dei loro bambini. Ho visto le immagini dei bambini palestinesi colpiti dalle bombe e ho chiesto a Dio: “Signore perché tanto male? Fa’ qualcosa!” e oggi ho ascoltato che per Lui non c’è preferenza tra persone.

“Non è parziale a danno del povero e ascolta la preghiera dell’oppresso. Non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento…” (Sir 35,16-17)

Ed è vero, pensando alle persone impegnate in tante situazioni di frontiera! Allora ho fatto memoria…

L’anno scorso, (ero nella missione di Lima) appena terminata la messa in una delle nostre cappelle, si è avvicinata una signora cercando il missionario che, per un’urgenza, è dovuto andar via. Ho ancora davanti agli occhi l’immagine di questa donna: i vestiti tipicamente “serrani” (della zona della montagna), trasandata e dal volto triste. Mi dispiaceva che se ne andasse senza poterle dire una parola. Poco alla volta mi ha raccontato che era molto sofferente per vari problemi di famiglia e non riusciva a liberarsi da questo dolore.

Spesso ci si sente senza parole davanti alla sofferenza altrui. Mi sembrava che pregare per lei e con lei fosse la cosa migliore in quel momento. Quindi ho pregato, e dopo averla benedetta l’ho abbracciata. Lei ha ringraziato ed è andata via.

Durante la settimana successiva pensavo a lei sperando di poterla rivedere. Dopo qualche tempo, sempre nella stessa cappella, al termine della messa una donna che non ho riconosciuto subito mi ha fermata… era la signora con la quale avevo pregato! Era vestita diversamente, ordinata e serena.

Non dimentico le sue parole: “Hermana, voglio dirle che in tutti questi giorni mi sembrava di averla al mio fianco, l’ho sentita vicino a me”.

Un’esperienza molto semplice che le letture di questa domenica hanno richiamato alla memoria anche per la gioia di sentirmi piccolo strumento di Dio per i poveri, suoi prediletti. “Dio non è parziale a danno del povero e ascolta la preghiera dell’oppresso…”.

Ma come fa Dio ad ascoltare, a non trascurare il povero, a rispondere alla sua preghiera? La risposta di Dio sono io, sei tu!

Papa Francesco ricordava a ogni singolo cristiano e alla Chiesa, comunità dei battezzati, “la vocazione fondamentale di essere, sulle orme di Cristo, messaggeri e costruttori della speranza”. E scriveva questo un Papa che con coraggio e alle volte anche andando controcorrente, ci ha insegnato e segnato questo cammino.

E, nell’ottobre missionario di questo anno giubilare, la Chiesa ci ha preso per mano all’insegna della speranza: riaccendere, curare, sostenere la speranza per diventare “artigiani di speranza”, artefici e costruttori di speranza per rendere concreto il Vangelo con gesti di carità e di servizio in questo mondo oscurato dai giochi di potere dove indifferenza, violenza e tant’altro sembra abbiano il sopravvento.

Ma il Vangelo sempre illumina le nostre coscienze. La figura del fariseo della parabola ci aiuta a chiederci se riconosciamo e viviamo con gratitudine ciò che abbiamo ricevuto. Come cristiani di buona volontà, che pregano, che fanno del bene, che sentimenti ci abitano? A volte neanche ci rendiamo conto che in ciascuno di noi, ben nascosta, c’è “l’intima presunzione” di essere giusti, buoni e onesti e, quindi, a posto.

Mi piace la preghiera del pubblicano-peccatore che nel tempio si ferma a distanza con umiltà, ammette le sue fragilità, gli errori e con umiltà chiede perdono, riconoscendo il bisogno dell’amore di Dio.

Vedo in questo l’atteggiamento che nasce in chi si sente accolto da Cristo con tutte le sue debolezze e che diventa capace di imparare da Lui: ad annunciare il Vangelo con cuore umile, a camminare a fianco di fratelli e sorelle che lo Spirito gli mette accanto, a fermarsi accanto a chi è ferito senza guardare la provenienza e il colore, ad accogliere l’altro seguendo le Sue orme.

Ci invitiamo e ci auguriamo giorno per giorno, di rispondere a questa chiamata a diventare artigiani di speranza dando forma all’amore e modellando un mondo e un’umanità migliore.

Agata Coniglione

(*) Ultimo commento del cammino dell’Ottobre missionario: una riflessione sul Vangelo per alimentare la tua missione quotidiana.

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