La Casa della Misericordia accoglie i primi ospiti

Sono Fernando, Kembo e Alexandre i primi tre giovani che hanno iniziato a vivere nella struttura gestita dai missionari a Maputo

La struttura sorge in una antica fattoria che un imprenditore ha messo a disposizione per la creazione di un luogo di accoglienza per gli ex detenuti che, uscendo dal carcere e non avendo un luogo ove poter dimorare, vivono un percorso di preparazione al reinserimento socio-familiare.

Stiamo affrontando una sfida grandissima – sottolinea P. Antonio Perretta – missionario che coordina il progetto – trasformando questa struttura che in passato era un luogo dove si allevavano galline, in un Centro dove i giovani riprendono a sorridere, guardano alla vita con fiducia, apprendono dai propri errori a essere uomini migliori, scoprono i propri talenti, si sentono amati e sperimentano che c’è chi ha ancora fiducia in loro. La generosità di tanti amici ci accompagna rendendo possibile passo dopo passo la realizzazione di un progetto che inizialmente sembrava impossibile”.

Fernando, Meque, Fulgencio: sono 3 dei primi giovani ospiti della Casa della Misericordia; un passato in prigione, la speranza di un futuro migliore davanti a sé. Hanno conosciuto in carcere P. Antonio Perretta nelle prigioni della capitale come membro della Fraternità di Misericordia.

Il programma formativo della Casa della misericordia prevede preghiera, vita comunitaria, lavoro, formazione umana integrale – spiega P. Antonio – e siamo contenti di accogliere i primi giovani, grazie ai primi lavori di ristrutturazione che stiamo avviando nel capannone che ci è stato donato“.

Per un accompagnamento globale 

“Stiamo lavorando – commenta uno dei missionari –  affinché non si guardi ai detenuti e alla loro riabilitazione con diffidenza; riteniamo importante che ci sia un piano di accompagnamento globale, che la società e la Chiesa prendano sempre più seriamente in considerazione l’impegno di aiutare i carcerati nella reintegrazione della vita sociale e familiare e che i carcerati ed ex detenuti accettino di riabilitarsi seriamente. Preghiamo affinché Dio benedica questo umile tentativo compiuto per cercare una risposta efficace al problema della vita nelle carceri e dopo la detenzione”.

Chiediamo la vostra preghiera per questo progetto di speranza per tanti giovani che nel carcere si sono lasciati aiutare da Dio e dai fratelli in vista di una vita nuova – sottolinea – siamo agli inizi di questa avventura, certi che il resto si farà pietra a pietra, con l’aiuto di Dio e della Sua Provvidenza”.

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