Al fianco dei detenuti

Al fianco dei detenuti

In collaborazione con la Diocesi di Napoli, bussiamo alla porta del carcere di Poggioreale per portarvi la parola di Dio e la speranza, attraverso l’ascolto e l’accompagnamento spirituale

L’Italia è stata condannata più volte dalla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo per trattamenti inumani nei confronti dei detenuti. La situazione degli istituti penitenziari è nota: siamo in “stato di emergenza” per sovraffollamento e degrado.

Nella Casa circondariale “Giuseppe Salvio” di Poggioreale sono presenti molti più detenuti rispetto alla capienza effettiva. Non a caso è etichettato come l’inferno dei vivi.

 

Una missionaria in carcere

Da alcuni anni Francesca Sarritzu collabora con la pastorale carceraria di Napoli e proprio nel carcere di Poggioreale svolge un servizio prezioso di recupero della dignità, attraverso l’ascolto, la catechesi, l’accompagnamento personale e la partecipazione alle celebrazioni liturgiche animate dagli stessi carcerati.

Dall’inizio di questa esperienza, la Comunità ha espresso la sua vicinanza a questi fratelli in carcere anche tramite il dono di vestiti e prodotti per l’igiene personale.

Riportiamo due stralci di lettere che ci sono arrivate in questi anni. La prima è stata scritta da un ex detenuto ai volontari; la seconda è stata inviata a Francesca da un uomo che è ancora in carcere.

Carissimi, vi faccio sapere che sto bene. Da anni ho scelto di cambiare vita, devo dire con non poche difficoltà. Ho cambiato modo di pensare, di agire e di vivere. A Poggioreale ho avuto il piacere di incontrare e conoscere tante belle persone, tra queste voi.

“Ognuno di voi mi ha lasciato qualcosa che porto nel cuore. Da quando siete diventati miei amici la mia vita si è arricchita ed ho la consapevolezza che, senza la vostra amicizia, non riuscirei ad andare avanti.

Il solo fatto che mi siete vicini rende questa pena meno amara”. Gennaro

 

“Immaginarti mentre leggi questa lettera per me motivo di grande gioia. Il carcere,  per quanto brutale possa essere questo luogo, mi dà tempo per riflettere e prendere coscienza del male che ho commesso.

Ho potuto avvicinarmi a Dio grazie a te. Come si fa con un bambino, mi hai insegnato le parole del Signore e mi hai riempito il cuore d’amore”. Ciro

 

Francesca è per ora l’unica della Comunità che entra in carcere, ma la sua presenza sta avvicinando i detenuti agli altri membri e volontari della Comunità che, anche dall’esterno, fanno sentire la loro vicinanza con la preghiera, l’offerta e l’aiuto concreto.

Unisciti ai volontari in carcere

Per avere informazioni: Francesca Sarritzu - cell. 346/7212223

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