Un cammino di sobrietà, preghiera e carità per rinnovare lo sguardo sulla vita, sui fratelli e sulla nostra casa comune
La Quaresima rappresenta un’occasione per ciascuno nel rinnovare il nostro sguardo sulla dimensione spirituale ed ecologica dell’esistenza.
È un tempo prezioso per convertire il cuore e tradurre questo mutamento in gesti tangibili. Attraverso i pilastri della preghiera, del digiuno e della carità, facciamo memoria del mistero pasquale di Cristo, Redentore del cosmo intero.
Poiché anche il Creato anela alla redenzione (cfr. Rm 8,19-23), la Quaresima diventa invito per ogni fedele nel riscoprire una fede che abbracci ogni creatura.
Viviamo allora questo periodo speciale adottando stili di vita sostenibili e compiendo passi concreti verso la guarigione della nostra “casa comune”.
Riscopriamo la sobrietà come stile di vita, rivalutiamo il nostro modo di essere uomini e donne impegnati nella Chiesa e nella società, a guardare con “occhi nuovi” le nostre giornate, tante volte legate a tradizioni che nel tempo si sono riempite di “sovrastrutture”, da tante cose non essenziali.
Come dice l’Enciclica Laudato Si, al n.223…“La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario. Infatti quelli che gustano di più e vivono meglio ogni momento sono coloro che smettono di beccare qua e là, cercando sempre quello che non hanno, e sperimentano ciò che significa apprezzare ogni persona e ad ogni cosa, imparano a familiarizzare con le realtà più semplici e ne sanno godere”.
Scegliere di vivere la Quaresima attenti alla sobrietà ci mette in sintonia con i fratelli meno fortunati, ancora tanti, troppi, che soffrono per fame e carestie. Papa Leone ce lo ricorda con fermezza nel cap. 12 dell’Enciclica “Dilexi te”: Sulla povertà non dobbiamo abbassare la guardia. In particolare ci preoccupano le gravi condizioni in cui versano moltissime persone a causa della mancanza di cibo e di acqua. Ogni giorno muoiono migliaia di persone per cause legate alla malnutrizione. Anche nei Paesi ricchi le cifre relative al numero dei poveri non sono meno preoccupanti.
Con questo spirito invochiamo il Padre, che ci fortifichi in questo tempo di grazia, che possa davvero
cambiare le nostre vite, orientando il nostro cuore alla solidarietà, alla vita condivisa, vissuta in modo sobrio e rispettoso dei fratelli e di tutto il Creato.


