Nel messaggio per la IX Giornata mondiale dei poveri, il Papa ci invita a riconoscerli “testimoni di una speranza forte ed affidabile”. Solo chi è povero, infatti, trova in Dio il suo unico sostegno
Quando in comunità, tra missionari, missionarie, coppie di sposi e volontari, condividiamo le nostre esperienze di vita e di missione scopriamo che abbiamo risposto alla chiamata del Signore a seguirlo perché, ad un certo momento del nostro cammino, abbiamo incontrato una persona che viveva in condizioni di povertà. Come nell’incontro di S. Francesco con il lebbroso, abbiamo riconosciuto in quel fratello o in quella sorella il volto di Cristo ed è stato quel volto, umano, concreto e palpabile che ha avuto la forza di cambiare il nostro cuore e la nostra vita.
Testimoni di fede che ci precedono
Papa Leone nel suo messaggio per la Giornata afferma:
“Dio ha assunto la loro povertà per renderci ricchi attraverso le loro voci, le loro storie, i loro volti”.
Non finiremo mai di ringraziare per tutti gli esempi di fede e di speranza che queste sorelle e fratelli ci donano nella nostra quotidianità missionaria. Per la fede di Sofie che non esita a passare la notte in preghiera davanti all’Eucaristia per il suo piccolo in fin di vita; per quella di Ester che dona il poco che ha ad un’anziana più povera di lei perché sa che la Provvidenza non le farà mancare il necessario. Per la speranza di Violeta, una ragazza di strada, che le permette di iniziare una nuova vita.
Vivere il Vangelo nella quotidianità
Ogni volta che scopriamo questi tesori capiamo che non dobbiamo teneri per noi ma condividerli e comunicarli, perché altri sentano il desiderio di vivere incontri capaci di distogliere dalla routine e provocare la nostra fede. L’indigenza e la necessità dell’altro ci pone silenziosamente un interrogativo e ci spinge ad assumere una posizione. Cosa faccio per lui, per lei? Come sono chiamato a vivere il Vangelo dalla fraternità e dalla vicinanza?
Come dice il Papa: “tutte le forme di povertà, nessuna esclusa, sono una chiamata a vivere con concretezza il Vangelo e offrire segni efficaci di speranza”.
Il cristiano è colui che si impegna perché la Parola del Vangelo sia credibile attraverso segni concreti di carità e ancor prima di giustizia.
La missione: segni concreti di speranza
Nella nostra azione missionaria questo si traduce in tante opere di promozione allo sviluppo che rispondano a diritti umani fondamentali, negati a una grossa fetta della popolazione mondiale, a causa dell’ingiustizia strutturale dei sistemi economici e politici.
I progetti rivolti alle donne e ai bambini, le iniziative per la formazione delle nuove generazioni, sono piccoli segni di speranza che salvano vite e agiscono da lievito per l’intera società civile. Come accade a Belo Horizonte e a San Paolo, dove i corsi pre-vestbular che permettono ai giovani delle favelas di avere accesso all’università, non solo colmano lacune scolastiche, ma li preparano ad essere cittadini responsabili, capaci di comprendere le dinamiche sociali e parteciparvi attivamente.
Un invito per tutti
Abbiamo bisogno di sentirci tutti invitati, in questa Giornata, ad essere segni credibili di speranza: riconosciamo in Dio la nostra unica ricchezza e in ogni povero il suo messaggero privilegiato inviato per la nostra salvezza.

