Un nuovo inizio dopo il fango: costruiamo 50 case sicure in Mozambico
Il Mozambico sta attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. Le piogge torrenziali e l’esondazione dei grandi fiumi hanno trasformato interi villaggi in distese di fango. Le famiglie che dobbiamo aiutare hanno perso tutto, ma hanno una possibilità: degli appezzamenti di terra in zone sicure e sopraelevate assegnati dal governo.
Hanno la terra, ma non hanno più nulla con cui costruire.
Tornare dove vivevano prima è impossibile: il pericolo dell’acqua è costante e restare significherebbe vivere nel terrore della prossima piena.
I dati ufficiali di questo inizio 2026 sono drammatici:
800.000 persone colpite
quasi un milione di vite travolte dall'acqua
74.000 case distrutte
migliaia di famiglie non hanno più un tetto
allerta sanitaria e epidemie di colera
mancano acqua potabile e servizi igienici
Oltre alle abitazioni, è crollata l’intera rete di supporto: 353 scuole sono inagibili, lasciando migliaia di bambini senza futuro, e 229 centri sanitari sono stati danneggiati.
È una corsa contro il tempo!
Abbiamo bisogno di raccogliere 125.000 euro per costruire 50 abitazioni: non è solo un atto di generosità, è un intervento sanitario urgente per salvare vite umane.
Senza una casa sicura dove rifugiarsi e curarsi, le famiglie sono esposte a un rischio sanitario senza precedenti. Costruire queste case, con i loro bagni privati, significa dare alle persone un luogo protetto dove ripartire.



Aiutaci a raggiungere l'obiettivo e a donare la casa a 50 famiglie!
finora abbiamo raccolto 20.000 euro e possiamo costruire 8 abitazioni
Non hai PayPal o la carta di credito? Clicca qui per vedere le altre modalità di donazione.
Il tuo sostegno è fondamentale
Aiuta queste famiglie! Con 2.500 euro possiamo realizzare una casa composta da:
– una saletta per la vita comune e i pasti;
– una stanza da letto per garantire privacy e riposo protetto;
– un bagno privato, fondamentale per l’igiene e per fermare il contagio di malattie.
Per queste famiglie la casa è: sicurezza per sempre perchè sorgerà su terreni stabili; salute, perchè un ambiente asciutto e un bagno privato proteggono soprattutto bambini e anziani da malattie legate all’umidità e alla scarsa igiene; dignità perchè poter chiudere una porta a chiave restituisce alle persone il controllo sulla propria vita.
Un tetto per Dona Ester: dove la fame incontra la speranza
Esistono ferite che l’acqua non può lavare via. Per Dona Ester, una mamma di tre figli abbandonata dal marito anni fa, l’alluvione in Mozambico non ha abbattuto solo le pareti di una capanna; ha spazzato via l’unico mezzo di sopravvivenza che le rimaneva: il suo piccolo campo di riso.
Oggi Ester guarda i suoi figli e deve affrontare la sfida più atroce per un genitore: la fame. Senza raccolto e senza una casa, ogni giorno è una lotta contro il tempo e la debolezza.
Tra i tre figli, il piccolo Joao è quello che preoccupa di più. La malnutrizione e le privazioni degli ultimi mesi lo hanno reso fragile, silenzioso, troppo stanco per giocare. In un contesto dove manca tutto, anche un semplice raffreddore può diventare una minaccia per un bambino così provato.
Ester non chiede miracoli, chiede solo di poter ricominciare. Chiede una casa asciutta dove Joao possa dormire al sicuro e un terreno da tornare a coltivare per non dover più dire ai suoi figli che “oggi non si mangia”.
Cosa succede se non interveniamo
Senza il nostro supporto, queste persone rimarranno intrappolate in un limbo:
Eterna emergenza: famiglie accampate sotto teli di plastica per anni, dipendendo totalmente dagli aiuti umanitari esterni.
Scelte disperate: spinti dalla fame e dal freddo, molti tornerebbero a costruire capanne nelle zone alluvionali pericolose, rischiando di essere travolti dalla prossima inondazione.
Trauma dei più piccoli: senza una casa stabile i bambini non potrebbero tornare a scuola e avere una routine normale, restando prigionieri dello shock causato dal disastro.
Altri modi per donare
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intestato a Comunità Missionaria di Villaregia
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