Bologna – Italia | Insieme senza barriere: giovani e intercultura contro ogni discriminazione

Carissimi e carissime,

il 21 marzo si celebra la giornata internazionale contro ogni forma di discriminazione raziale. Come missionari, impegnati in modo particolare nell’accoglienza dei migranti avvertiamo quanto sia necessario far crescere una mentalità e pratiche interculturali che ci permettano di contrastare la discriminazione che si insinua tra noi in modo sottile assumendo forme e sfaccettature insospettabili.

Negli ultimi anni abbiamo voluto sensibilizzare soprattutto i giovani delle ultime classi delle scuole superiori intorno ai temi dell’intercultura e delle migrazioni, sulla realtà del carcere e delle persone senza dimora, in modo da portare nelle scuole quanto stiamo vivendo sui vari fronti dello sviluppo umano integrale come fraternità di Bologna.

Il mese scorso siamo stati raggiunti da una richiesta dell’Istituto di Istruzione Superiore Giordano Bruno di Budrio che ci chiedeva di animare una giornata dedicata al tema della discriminazione per un gruppo di 40 studenti del progetto Erasmus. Sarebbero stati coinvolti 19 studenti dello stesso istituto e 4 gruppi di studenti provenienti da Belgio, Turchia, Slovenia e Norvegia.

Ci chiedevano di proporre ogni attività in lingua inglese e per questo abbiamo chiesto aiuto ai volontari del doposcuola per ragazzi stranieri che accompagniamo da due anni a Budrio. Julia, una volontaria di madre lingua inglese si è messa a disposizione con generosità e dedizione encomiabili permettendoci di trasmettere ogni messaggio in modo comprensibile a tutti.

I giovani hanno potuto ascoltare la testimonianza di Zakaria, giovane ghanese, nostro ospite del progetto di accoglienza di Vedrana, che ha raccontato il suo lungo viaggio, attraverso il deserto, la Libia e il mar Mediterraneo.

Commovente per noi è stata l’esperienza di Isuri, diciannovenne dello Sry Lanka, anch’ella volontaria del doposcuola che ha condiviso difficoltà e gioie dei suoi primi 7 mesi in Italia:

“I miei primi mesi in Italia sono stati emozionanti ma anche molto difficili. Mi mancava casa e facevo fatica con la lingua, cosa che spesso mi faceva sentire invisibile. Ma trasferirsi in un nuovo Paese ti insegna resilienza, pazienza e coraggio, a volte nei modi più inaspettati.

In questo momento sto studiando italiano al livello A2, i miei insegnanti sono molto gentili, pazienti e incoraggianti. Una di loro mi ha fatto conoscere il doposcuola a Budrio. Le amicizie che ho costruito lì mi hanno aiutato più di quanto mi aspettassi. Quando arrivi in un nuovo Paese non hai bisogno solo di documenti o di opportunità: hai bisogno di persone. Qualcuno che ti spieghi le cose, che ti ascolti quando fai fatica, o semplicemente che ti faccia ridere quando ti senti nostalgica di casa. Anche piccole conversazioni o studiare insieme possono farti sentire che appartieni a quel luogo.

Le persone che ho incontrato al doposcuola ora sono come una famiglia. Mi piace aiutare gli altri e far parte di quella comunità mi ha fatto sentire di nuovo viva. A volte un sorriso o un semplice “Come stai?” può fare una grande differenza. Tutto questo mi ha dato un senso di accoglienza e di appartenenza. Mi ha ricordato che la gentilezza non dipende dalla nazionalità o dalla lingua.”

Dopo le testimonianze gli studenti sono stati divisi per gruppi composti da 5 differenti nazionalità, questo ha permesso di rompere diffidenze e paure reciproche per lavorare insieme e convergere in un risultato che fosse frutto della collaborazione di tutti.

La sfida della cooperazione è continuata nel pomeriggio quando gli stessi gruppetti sono stati invitati a preparare la pizza insieme.
Guidati da Roberta, esperta pizzaiola della pizza home made, hanno preparato pizze fantasiose che hanno poi potuto degustare e offrire ai felici professori.

Grazie alla disponibilità dei locali del Centro Sociale La Magnolia, le pizze sono state cotte tra un’infornata di crostate e una di frollini, che i volontari stavano preparando e hanno poi gentilmente fatto assaggiare.

Anche i ragazzi e i volontari del doposcuola hanno approfittato del laboratorio della pizza per mettere le mani in pasta e gustare una merenda fatta con le proprie mani.

Alla fine dell’intensa giornata eravamo diventati un po’ tutti anglofoni e desiderosi di conoscere qualcosa in più di ciascuna delle culture presenti attraverso quei gruppetti di giovani di diverse nazionalità. Tutti confermati nel desiderio di continuare l’avventura dell’intercultura che ci permette di apprezzare i doni di ciascuna cultura e razza senza discriminarne nessuna.

Maria Pinton e Comunità di Bologna

Vuoi ricevere, una volta al mese, un messaggio della Presidente su WhatsApp con notizie e aggiornamenti dalle missioni? Scegli una delle tre opzioni:

1. Clicca qui, invia la parola “Iscrivimi” e ricorda di salvare il contatto.
2. Invia un messaggio con la parola “Iscrivimi” su WhatsApp al numero +39 377 046 6275 e non dimenticare di salvare il nostro contatto.
3. Scansiona il QR code, salva il contatto e invia la parola “Iscrivimi”.